Nella Giornata mondiale contro la tubercolosi, raccontiamo la storia di guarigione di Lokoth Joseph Akorikibok, ugandese di 39 anni a cui era stata diagnosticata una tubercolosi farmaco-resistente
Prevenzione, cura e ricerca operativa sul campo: è questo l’impegno del Cuamm per sconfiggere quella che resta ad oggi una grande minaccia per l’umanità. La tubercolosi colpisce in silenzio. Facciamo Rumore!
Nella Giornata mondiale contro la tubercolosi, raccontiamo la storia di guarigione di Lokoth Joseph Akorikibok, ugandese di 39 anni a cui era stata diagnosticata una tubercolosi farmaco-resistente
Al via in Repubblica Centrafricana un’indagine nazionale per valutare i costi catastrofici sostenuti dai pazienti affetti da tubercolosi e dalle loro famiglie. Una stretta collaborazione tra Ministero della salute della Paese, l’Organizzazione Mondiale della sanità, la Croce Rossa francese e Medici con l’Africa Cuamm per migliorare la lotta alla tubercolosi.
La voce di Giulia Natali, capoprogetto a Luanda, in Angola, dell’intervento “CombaTb”, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
Un’esperienza intensissima quella di Silvia Duranti, infettivologa da poco rientrata da Yirol in Sud Sudan, che ci ha raccontato con emozione ed entusiasmo i suoi 10 mesi in questo paese difficile che poco a poco ha imparato ad amare.
Maria Menya Nakeny, 34 anni, ha dovuto affrontare una dura sfida contro la tubercolosi in Karamoja, Uganda. Il supporto e l’impegno del team Cuamm e degli operatori locali, insieme a costanza e continuità nel trattamento, sono stati importanti alleati per vincere la sua battaglia.
Nel 2020 nel mezzo del lockdown Medici con l’Africa Cuamm ha raggiunto i pazienti casa per casa, perché non abbandonassero le cure: 85% delle terapie concluse con successo e tasso di abbandono calato all’11%. Successi che anche in Africa dimostrano l’importanza di mettere al centro il territorio e le comunità.
In Africa la tubercolosi è ancora una malattia che causa numerose vittime, 1,4 milioni solo nel 2019 (OMS). Ma non tutte le storie hanno un finale inevitabile.
Il 30 ottobre si è svolto l’evento “Tubercolosi al tempo del Covid” con l’obiettivo di diffondere le linee guida e le procedure per la cura dei pazienti affetti da tubercolosi e di promuovere il confronto tra professionisti della salute.
Questa è l’immagine di futuro che ci regala Cristina Kadhim, JPO all’ospedale di Wolisso in Etiopia, dove ha svolto un periodo di tirocinio di sei mesi.
Una giornata importante, alla presenza di autorità locali, giornalisti e del team di Medici con l’Africa Cuamm, per rafforzare il programma già attivo di lotta alla tubercolosi in Karamoja.
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