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Cosa può fare un’ostetrica in Africa

Sono partita con l’obiettivo di aumentare le mie conoscenze professionali operando in ambienti con risorse limitate, per acquisire un bagaglio di esperienza che mi potrà essere utile anche nel contesto ospedaliero italiano

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    Martina Mezzaro sta svolgendo un tirocinio di tre mesi presso l’ospedale di Matany, in Uganda grazie al premio di laurea in Ostetricia Irma Battistuzzi  in collaborazione con l’Associazione Alumni dell’Università degli Studi di Padova, che offre la possibilità a giovani Laureati in Ostetricia presso l’Università degli Studi di Padova di vivere un’esperienza di formazione in Africa.

    In occasione della Giornata Internazionale delle Ostetriche ci racconta la sua esperienza, appena iniziata, per ricordare l’importanza di questo lavoro, così difficile e bellissimo: “Una delle cose che più mi piace dell’essere ostetrica è la possibilità di accompagnare la donna durante un percorso delicato e importante della vita come è la maternità, riuscendo molto spesso ad instaurare un rapporto di fiducia reciproca. Uno degli aspetti difficili invece è immedesimarsi nel dolore di un’altra donna, a volte accade inevitabilmente. Ogni madre ha una storia diversa alle spalle, un modo diverso di affrontare il dolore, non è sempre facile capire ma spesso non è nemmeno necessario farlo; essere ostetrica è anche intuire quando bisogna fare un passo indietro.

    Molte volte mi sono sentita inadeguata in questi momenti, anche qui a Matany. Con il tempo si impara a catturare sguardi e gesti e capire meglio la persona che si ha davanti; nonostante la barriera linguistica, le abitudini e la cultura diverse: anche questa è una sfida!”

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