Quattro anni di conflitto in Ucraina
Quello che avevamo avviato come intervento di emergenza, oggi purtroppo si rinnova- Mentre gli scontri continuano e l’inverno piega la popolazione civile, noi restiamo dove c’è più bisogno.
Quattro anni fa, l’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia. Di lì a poco il paese avrebbe conosciuto l’orrore della guerra e tutte le sue conseguenze. La vita per le persone, i civili, non sarebbe più stata la stessa. Come Medici con l’Africa Cuamm, chiamati a una solidarietà vicina, abbiamo deciso di avviare un intervento a supporto del popolo ucraino con l’obiettivo di garantire assistenza sanitaria in un momento di forte bisogno, anche nella speranza di poter supportare un sistema sanitario compromesso dal conflitto. Al centro di questo impegno: il rifornimento di farmaci e kit salvavita ma anche il supporto psicosociale e la formazione di personale sanitario locale.
Nella fase iniziale della guerra, il rapido collasso delle catene di approvvigionamento e l’interruzione dell’accesso a farmaci e materiali essenziali ha reso l’accesso alla sanità parte della nostra risposta umanitaria, rivelandosi fondamentale per garantire la continuità dei servizi. Quello che è stato avviato come un intervento emergenziale, oggi purtroppo si rinnova per il quarto anno di fila.
Un tempo che non si può contare in mesi, giorni, attacchi sferrati o droni abbattuti ma che deve riportarci sulle vite. Quelle perse e quelle stravolte, come quella di Natalia una donna di 68 anni che abbiamo incontrato nell’estate del 2024. L’invasione russa l’aveva costretta a lasciare Kherson, portando con sé poco di quello che aveva costruito in una vita. In un attimo, Natalia era diventata una delle 3,7 milioni di persone sfollate interne in Ucraina e accolte in un centro di accoglienza. Le esperienze del conflitto e dello sfollamento possono causare traumi enormi e per le persone sole come Natalia le conseguenze psicologiche sono spesso poco visibili.
O anche Maria, di appena 30 anni che insieme al figlio di soli nove ha lasciato Zaporižžja dopo l’uccisione del fratello. La sua città, vicina alla linea del fronte, nei primi mesi di conflitto è stata teatro di pesanti combattimenti per il controllo della centrale nucleare. Maria ha ricominciato la sua vita in un centro di accoglienza a pochi chilometri da Kiev, come moltissime persone che hanno perso tutto, ha ricevuto aiuti umanitari: cibo, materiale igienico-sanitario e beni necessari.
Dal 24 febbraio 2022, il conflitto in Ucraina ha conosciuto una continua escalation, dando origine a una crisi umanitaria senza precedenti. Secondo l’Humanitarian Needs and Response Plan (Hnrp 2025), circa 12,7 milioni di persone in Ucraina necessitano di assistenza umanitaria, di cui 3,7 milioni sono ancora sfollati interni. In questi anni, di storie come quelle di Natalia e Maria ne abbiamo conosciute a migliaia.
Oggi, mentre il conflitto prosegue senza alcun cenno ad una tregua e l’inverno peggiora le condizioni di migliaia di cittadini ucraini, noi continuiamo ad essere nel paese con un intervento che integra salute e protezione per perseguire lo stesso obiettivo di sempre: garantire assistenza sanitaria alla popolazione civile e supportare il sistema sanitario nazionale.
Grazie al sostegno della Cooperazione italiana, stiamo intervenendo nelle regioni di Sumy e Kharkiv, aree caratterizzate da elevata intensità delle ostilità, prossimità alla linea del fronte e forte pressione sui servizi essenziali. Proprio a Kharkiv si stima la presenza di circa 478.000 sfollati interni (aprile 2025), mentre l’area di Sumy è costantemente colpita da bombardamenti legati alle operazioni di confine avviate nell’agosto 2024. Entrambe le regioni registrano gravi danni alle infrastrutture, interruzioni dei servizi sanitari essenziali e un aumento significativo dei bisogni in termini di salute mentale e protezione.
Insieme a partner come Cesvi e Azione contro la Fame (Acf) e con il supporto di partner locali, stiamo lavorando a due interventi con attività che includono:
acquisto e distribuzione di farmaci essenziali, materiali sanitari e consumabili;
interventi di riabilitazione strutturale;
consegna di kit di emergenza;
attività di rafforzamento delle capacità del personale sanitario, in collaborazione con UNFPA.
Dal 2022, Medici con l’Africa Cuamm è attiva in Ucraina per rispondere ai bisogni sanitari e umanitari della popolazione civile e delle strutture sanitarie colpite dalla guerra.
Da allora abbiamo:
raggiunto oltre 120.000 persone
supportato 35 strutture sanitarie con farmaci essenziali, kit sanitari di emergenza e attrezzature mediche
organizzato 60 eventi di Mhpss per rispondere ai bisogni sanitari, di protezione e di assistenza di base delle persone sfollate e delle comunità ospitanti
offerto 10 sessioni di formazione sulla psicologia dell’emergenza
realizzato 11 consegne d’emergenza entro 72 ore grazie al Meccanismo di Risposta Rapida, in linea con gli standard del Cluster Salute Oms.
Leggi di più e scopri il nostro impegno in Ucraina.









