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Rubrica appunti africani
Anno 2026

Appunti africani è una rubrica di storia e attualità politica africana e internazionale curata dal gruppo.

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    AFRICA 2025

    19 Gennaio – Riassumere in un podcast i principali eventi di un anno in un continente in continuo cambiamento come l’Africa è una impresa non facile.
    Se poi alle guerre, elezioni avvenute e altre contestate, colpi di stato , disastrosi eventi naturali, una economia sempre più soffocata dagli interessi internazionali, si uniscono anche le conseguenze delle azioni del presidente Trump si capisce come il quadro africano sia complesso da seguire.
    Molti degli eventi del 2025 sono stati descritti nei 17 podcast che hanno seguito l’africa mese per mese.
    La fatica di riassumerli e vederli in un panorama più ampio ci fa ancora una volta capire la complessità del quadro africano ma ha il merito di fare emergere questo continente dalle nebbie in cui viene avvolto perché le sue guerre, i suoi milioni di sfollati, le sue centinaia di migliaia di morti, la sua spogliazione delle risorse , il suo sfruttamento sono tanto “normali” da non fare notizia.

    NIGERIA, RDC, GUINEA E SOMALILAND

    7 Gennaio – Una descrizione dei recenti avvenimenti in Nigeria e RDC ci mostra come anche in Africa si realizzi, con il medesimo stile adottato per altre situazioni, la interferenza degli USA che si è espressa anche con azioni militari che hanno avuto, peraltro, ben poca risonanza a livello mediatico. Alla attenzione di Trump ci sono ovviamente territori ricchi di giacimenti minerari. Che questo interessamento venga camuffato come “difesa dei cristiani” o “promozione della pace” fa parte dello stile trumpiano e non stupisce. La situazione per le popolazioni dei rispettivi territori ovviamente non migliora ma la cosa non interessa a nessuno e men che meno a Trump.
    In un altro paese ricco di risorse, la Guinea, si è formalmente realizzato, attraverso elezioni dall’esito scontato, un riconoscimento democratico del colpo di stato avvenuto nel 2021. L’interesse è questa volta soprattutto da parte della Cina che ricava dal paese la metà del suo fabbisogno di bauxite (da cui si ricava l’alluminio): poco importa della popolazione che per oltra la metà vive al di sotto della soglia di povertà.
    Il riconoscimento del Somaliland da parte di Israele risponde alla necessita di assicurarsi il
    controllo strategico del traffico marittimo tra Oceano Indiano, Mar Rosso sulla rotta per il canale di Suez. Anche su questa area si intrecciano e si scontrano gli interessi dei paesi arabi, Turchia ed Etiopia: gli accordi di Abramo promossi da Trump nel suo primo mandato presidenziale riguardavano anche questi territori.