Alluvioni in Mozambico: al fianco di chi ha perso tutto
Dal 17 gennaio, pesantissime alluvioni si sono abbattute sul paese, colpendo quasi 600.000 persone e danneggiando oltre 74.000 abitazioni
È drammatica la situazione in Mozambico, dove da giorni piogge incessanti e l’esondazione dei principali bacini fluviali stanno mettendo in ginocchio intere province. Gaza, Maputo e Sofala sono le aree più in difficoltà: secondo le stime ufficiali, quasi 600.000 persone sono state colpite dalle alluvioni.
Il bilancio sul piano abitativo ed economico è pesantissimo: sul piano nazionale, si stimano circa 74.000 case inondate, più di 1.600 distrutte, di cui 200 nella provincia di Maputo, in particolare nei distretti di Moamba e Sabie. Qui operano i centri di salute supportati dal progetto INCLUDE, dove è presente il personale sanitario Cuamm. Nella valle di Incomáti oltre 10.000 ettari di coltivazioni sono andati perduti, cancellando in poche ore raccolti di mais e ortaggi da cui dipende il sostentamento di migliaia di famiglie. Il governo mozambicano ha dichiarato lo stato di allerta rossa nazionale e chiesto il supporto della comunità internazionale per le operazioni di soccorso e assistenza. Le inondazioni del 17 gennaio, alimentate dalle piogge persistenti e dall’esondazione della diga di Corumana, hanno colpito duramente i posti amministrativi di Moamba Sede, Sabie e Ressano Garcia. Si contano circa 200 case danneggiate e 900 persone sfollate, molte delle quali hanno trovato riparo in centri di accoglienza temporanei.
Desta grande preoccupazione anche il Distretto di Buzi, a Sofala, dove si trovano alcuni dei nostri operatori. Lì, le piogge hanno iniziato già dalla prima settimana di gennaio.
«La situazione è molto grave – racconta Estevão Ilidio Bochana, responsabile della raccolta dati a Sofala – il fiume ha travolto il ponte e l’accesso all’ospedale distrettuale è compromesso. La gente deve utilizzare le barche per passare da una parte all’altra del fiume. Anche i nostri attivisti sono stati colpiti e si sono dovuti spostare in centri di prima accoglienza perché le loro case sono allagate».
A Moamba Sede, nel centro di accoglienza allestito localmente, sono ospitate 40 famiglie per un totale di 182 persone, in gran parte donne e bambini. A Sabie, la situazione resta particolarmente delicata: nella scuola primaria Samora Machel hanno trovato rifugio 95 famiglie, pari a 495 persone, mentre altre 35 famiglie (167 persone) sono accolte nella scuola secondaria. I quartieri di Incomate, Chiquizela, Matadouro e Magawane risultano tra i più colpiti.
«Ci stiamo coordinando con il centro operativo per la gestione delle emergenze e il ministero della salute mozambicani per portare un primo aiuto alle popolazioni – spiega Giorgia Gelfi, Country Manager in Mozambico – è importantissimo in questo momento ridurre il rischio di epidemie, in particolare il colera ed essere pronti a gestire un picco di casi di malaria soprattutto per le categorie più fragili, donne e bambini».
Alcune famiglie stanno cercando di rientrare nelle proprie abitazioni, nonostante i danni, per timore di furti. Nel frattempo è in corso un assessment da parte delle autorità distrettuali per valutare l’impatto delle alluvioni sulle strutture pubbliche e private, compresi i servizi essenziali. I centri di salute restano un presidio fondamentale in un’emergenza che non è ancora conclusa e che continua a mettere a rischio la vita e le speranze di migliaia di persone.