Su Sette / Corriere della Sera del 18 novembre 2016 Elisabetta Rosaspina intervista Niccolò Fabi sui suoi viaggi in Africa
Su Sette / Corriere della Sera del 18 novembre 2016 Elisabetta Rosaspina intervista Niccolò Fabi sui suoi viaggi in Africa
A marzo 2015 Medici con l’Africa Cuamm inizia il lavoro in questa regione, con l’obiettivo di rivitalizzare 19 strutture sanitarie attraverso la formazione del personale locale.
A marzo 2015 Medici con l’Africa Cuamm inizia il lavoro in questa regione, con l’obiettivo di rivitalizzare 13 strutture sanitarie attraverso la formazione del personale locale.
A volte arrivano dei messaggi inaspettati, semplici mail che ricompensano di tante fatiche e aiutano ad andare avanti, nonostante le difficoltà del lavoro quotidiano in Africa. I messaggi scritti a Giovanni Dall’Oglio, medico Cuamm impegnato in Sud Sudan testimoniano fiducia e stima. Un regalo molto gradito!
Stasera si aprono i Giochi Olimpici di Rio 2016. Il Cuamm tifa con l’Africa in coerenza con i suoi valori e nello spirito dell’importante è partecipare.
“Non ci sono le condizioni ora per abbandonare questa gente: ogni giorno vediamo 200 bambini in ambulatorio, almeno 60 sono ricoverati in pediatria, un giorno di lavoro in più può significare tanto per questa comunità”.
Dopo i disordini delle scorse settimane, l’ultima mail del nostro direttore don Dante Carraro racconta la situazione che stanno vivendo i medici e gli operatori sul campo e le persone assistite. La situazione rimane fragile, c’è bisogno di cibo e di farmaci, ma non vogliamo venir meno all’impegno preso ormai dieci anni fa.
La tua firma per noi significa cura a donne, bambini, malati. Significa viaggi, ricoveri, interventi, emergenze affrontate.
Dopo gli scontri della scorsa settimana, a Juba è attivo il cessate il fuoco e per la prima volta il personale del Cuamm è uscito dal compound dove è rimasto “ibernato” per alcuni giorni. Valerio Granello racconta il clima di calma apparente che si respira, mentre tutto il Paese è attraversato da tensioni.
Oggi a Juba la situazione sembra più calma, i nostri cooperanti hanno scelto di rimanere a lavorare nelle diverse aree di intervento in Sud Sudan. L’allerta rimane comunque alta.
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