Medici con l'Africa Cuamm

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battersi per il suo rispetto
è un dovere
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Trovare la propria strada, a Chiulo

Il racconto dall’Angola di Giusy Russo, specializzanda in Igiene e sanità pubblica.

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    «Sognavo di partire fin da piccola. È un’idea nata molto presto, quand’ero bambina, dopo aver visto in tv il film “Mùzungu”. Ho deciso che avrei fatto il medico e  che sarei andata in Africa».

    Dall’hub vaccinale durante la pandemia ai reparti di un ospedale nel sud dell’Angola, in una delle regioni più fragili del Paese. Per Giusy Russo, originaria di Catania e specializzanda in Igiene all’Università di Udine, l’esperienza con il Cuamm è molto più di un tirocinio formativo. E’ la possibilità di compiere la missione a cui sente di voler dedicare la sua vita:

    «Durante un periodo particolare della mia vita di smarrimento e di sconforto ho sentito vicino il Signore. Ho compreso che il mio sogno di essere missionaria coincideva con quello che Lui aveva disegnato per me».

    A Chiulo, nella provincia del Cunene, lavora all’interno del programma JPO, con il quale è partita grazie a una borsa di studio sostenuta da Fondazione Friuli. Dopo la laurea in medicina, durante il periodo del Covid-19, Giusy ha lavorato in un hub vaccinale:

    «All’inizio, dopo il primo incontro con il Cuamm, avevo deciso di fare ginecologia. Poi il Covid ha cambiato le cose».

    L’esperienza nel centro vaccini l’ha avvicinata alla sanità pubblica e l’ha portata a scegliere la specializzazione in Igiene, convinta che «la tutela della salute passi anche da uno sguardo più ampio sui sistemi sanitari e sull’accesso alle cure».

    All’ospedale di Chiulo, può mettere in campo le proprie conoscenze affiancando il personale locale nelle attività di prevenzione, formazione e organizzazione dei servizi sanitari. Un lavoro spesso lontano dall’immagine tradizionale del medico in corsia, ma fondamentale per rafforzare l’intero sistema sanitario.

    «Gran parte del lavoro è stato di contatto con il territorio e con il personale locale», spiega. «È stato un continuo scambio: imparare a comprendere bisogni diversi, ma anche riconoscere le risorse e le competenze che già esistono. All’inizio avevo paura di non essere all’altezza professionalmente, la sanità pubblica è un ambito molto ampio e complesso. Ma proprio per questo è stato un percorso prezioso: mi ha insegnato quanto sia importante lavorare insieme alle comunità e al personale locale».

    Esperienze come quella di Giusy sono possibili grazie al sostegno di donatori e partner che scelgono di investire nella formazione dei giovani medici e nel rafforzamento dei sistemi sanitari africani. Un impegno che permette di costruire competenze, scambio e collaborazione duratura tra professionisti e comunità.

    Luoghi: