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Mettere in pratica la ricerca

I modelli matematici possono migliorare l’erogazione dei servizi sanitari in contesti umanitari? Abbiamo cercato di rispondere a questa domanda con un workshop in collaborazione con la Kent Business School

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    Negli ultimi due giorni ad Addis Abeba, abbiamo avuto il piacere di ospitare il workshop “Translating Research into Practice for Healthcare in Refugee Camps” (Tradurre la ricerca in pratica per l’assistenza sanitaria nei campi profughi). L’evento ha riunito tra i 40 e i 50 partecipanti, tra cui rappresentanti dell’Ufficio sanitario regionale di Gambella, del Servizio per i rifugiati e i rimpatriati (RRS), dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), dello staff sul campo del Cuamm, direttori di ospedali e centri sanitari, autorità governative locali, partner donatori e del “health-cluster”, oltre a rappresentanti delle comunità di rifugiati.

    I partecipanti sono stati coinvolti in discussioni approfondite sulla ricerca operativa, sugli strumenti di supporto alle decisioni e sui framework di ottimizzazione partecipativa. Le sessioni sono state guidate da esperti della Kent Business School, dell’Università di Westminster e da specialisti sul campo del Cuamm, includendo l’analisi di scenari pratici volti a migliorare l’erogazione delle cure in contesti umanitari complessi.

    Il workshop fa parte di una collaborazione di lunga data tra la Kent Business School e Medici con l’Africa Cuamm, che ha portato allo sviluppo di un modello di supporto alle decisioni basato sull’ottimizzazione per riprogettare l’assistenza sanitaria primaria in sette campi profughi che ospitano oltre 380.000 persone.

    Come risultato chiave del workshop, il team di ricerca ha analizzato e discusso tale modello per supportare processi decisionali basati sull’evidenza riguardanti:

    • L’allocazione delle risorse sanitarie tra le varie strutture dei campi profughi.

    • La distribuzione degli operatori sanitari e dei servizi.

    • La pianificazione di scenari per migliorare l’erogazione dei servizi in condizioni di scarsità di risorse.

    Il modello identifica le posizioni ottimali per i posti di salute e i centri sanitari, allocando il personale in modo da massimizzare la copertura della popolazione e l’equità, nonostante i gravi vincoli economici. In questo modo, risponde direttamente alle criticità nell’accesso alle cure in un contesto umanitario fragile, caratterizzato da insicurezza, carenza di fondi e servizi sovraccarichi.

    Attraverso la validazione congiunta delle ipotesi, la discussione aperta sui vincoli di implementazione e l’esplorazione di scenari di investimento — come il dispiegamento della forza lavoro, la disponibilità di ambulanze e la capacità di invio ai centri specialistici (referral) — il workshop ha fornito ai responsabili prove concrete per guidare la futura allocazione delle risorse. Questo tipo di coinvolgimento è essenziale per ottenere un impatto nel mondo reale, garantendo che le soluzioni vengano adottate da chi è responsabile della pianificazione e dell’erogazione dei servizi.

    L’iniziativa riflette l’impegno costante del Cuamm nell’integrare la ricerca nelle operazioni sul campo, assicurando che l’evidenza scientifica guidi direttamente la progettazione e l’attuazione dei programmi. L’evento è stato organizzato in collaborazione con la Kent Business School, con il supporto dell’International Science Partnership Fund Institutional Support Grant.