Formarsi per curare: nuovi spazi a Beira
Inaugurato a Beira, in Mozambico, il primo laboratorio a livello nazionale dedicato esclusivamente alle cure materno-neonatali.
Nell’istituto di scienze di salute di Beira, nella provincia di Sofala, Mozambico, abbiamo inaugurato questa settimana il laboratorio di simulazione per le cure materno-neonatali. Non una semplice aula ma un polo di avanguardia, un modello di formazione che intende offrire a studenti e studentesse, e professionisti sanitari una nuova esperienza di apprendimento e aggiornamento continuo.
Presenti alla cerimonia, tra gli altri: l’ambasciatore d’Italia in Mozambico Gabriele Annis, il Segretario di Stato Manuel Rodrigues Alberto e un rappresentate della Direzione Nazionale della Formazione dei professionisti della Salute del Ministero della Salute Abelisio Bila.
«Il settore della salute è da sempre una priorità per la cooperazione italiana: è una tradizione che ci riempie di orgoglio e che ci guida nel nostro impegno a garantire a tutti un servizio sanitario di qualità. Per l’Italia e per il Piano Mattei, la salute materno-infantile rappresenta la priorità assoluta. Ringrazio il Segretario di Stato, la Direzione Nazionale della salute, l’Istituto di scienze sanitarie di Beira, l’Università di Sassari, il Cuamm e tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato. Il vero significato di questa aula si concretizzerà nel momento in cui inizierà ad essere utilizzata, formando e ispirando nuove generazioni di professionisti della salute» ha detto Gabriele Annis, ambasciatore d’Italia in Mozambico.
Il laboratorio è uno spazio dove studenti e studentesse del corso professionalizzante di infermieristica neonatale potranno esercitarsi in modo pratico su scenari clinici che sono chiamati a gestire quotidianamente. Tra il materiale che abbiamo garantito: manichini a media e alta fedeltà, incubatrici, dispositivi per la rianimazione ed il trattamento delle principali patologie neonatali .
Il corso formativo della durata di un anno supportato da Cuamm e riconosciuto dalla Direzione Nazionale Formazione del Personale Sanitario, oggi è alla sua seconda edizione. Lo scorso anno, sono stati 20 i professionisti ad aver preso parte al corso di cui 15 infermieri dell’Ospedale Centrale di Beira ), 3 infermieri dell’Ospedale Generale di Beira e 2 infermieri dell’Ospedale Rurale di Nhamatanda, tutti impiegati in terapia intensiva neonatale o sala parto.
L’inaugurazione di questo nuovo spazio si inserisce nell’ambito di un progetto finanziato dalla Cooperazione italiana che come Cuamm stiamo realizzando al fianco di Aispo e Comunità di Sant’Egidio, con la guida dell’Università di Sassari e in collaborazione con il Ministero della Salute del Mozambico. L’obiettivo è quello di supportare la formazione degli operatori sanitari; migliorare le capacità cliniche e gestionali delle autorità competenti e rafforzare il sistema sanitario, integrando anche strumenti innovativi come la telemedicina.
Il progetto ha fornito strumenti innovativi, infrastrutture e competenze per migliorare la qualità dell’insegnamento presso l’istituto, con una attenzione specifica alla formazione infermieristica neonatale. Inoltre, in quest’ottica è stato anche apportato un contributo nel miglioramento della didattica digitale, attraverso la riabilitazione dell’aula di informatica e alla messa a disposizione di un’ampia biblioteca digitale.
«Questo spazio ha un carattere pionieristico. Stiamo consegnando un faro di speranza, un pilastro per la salute materno-infantile nel Paese» ha detto il segretario di stato, Manuel Rodrigues Alberto.
In Mozambico, dove oltre il 60% della popolazione vive in condizioni di povertà e la densità di operatori sanitari è tra le più basse al mondo, investire nella formazione significa garantire cure migliori e più accessibili a tutti. Questo laboratorio, all’interno dell’istituto di formazione oggi rappresenta un vero e proprio modello di formazione sanitaria oltre ad uno strumento che garantirà cure accessibili e di qualità alla popolazione.





