Una mamma e la sua bambina, tra mille ostacoli
Ivana, la figlia di Rosina, soffre di malnutrizione. Grazie all’incontro con il Cuamm, oggi Rosina non è più sola nel percorso di cura della sua bambina.
Rosina ha 24 anni quando rimane incinta. È una giovane donna che sta cercando, passo dopo passo, di costruire il proprio futuro: una laurea in Sviluppo Comunitario in tasca e un tirocinio che occupa gran parte delle sue giornate a Dodoma, in Tanzania, dove vive. Non abita in un villaggio remoto, né in una condizione di povertà estrema. Eppure, la storia di sua figlia Ivana, oggi 14 mesi, racconta quanto sia sottile il confine tra stabilità e crisi.
Dopo una gravidanza seguita in ospedale, Ivana nasce in sicurezza, con un peso di 3,1 kg. I primi mesi scorrono senza particolari preoccupazioni. Poi, intorno al terzo mese, il latte materno inizia a non essere più sufficiente. Rosina, allarmata, cerca di fare tutto bene: prova a integrare con latte artificiale, introduce cibi complementari, chiede consiglio in un dispensario.
Ma la vita di una mamma single in una città in rapida crescita è fatta di equilibri fragili. Tutto il cibo deve essere acquistato, non ci sono coltivazioni familiari su cui contare. A sei mesi, quando Ivana pesa solo 5 kg, Rosina si rivolge all’ospedale, ma non riesce a sostenere il costo della terapia e si trova costretta a interromperla. Tra le ore trascorse al lavoro, le difficoltà economiche e la bambina affidata alla nonna per la maggior parte del tempo, l’apporto nutrizionale di Ivana scivola lentamente verso il basso. Quando, a 14 mesi, Ivana viene sottoposta a un altro controllo, pesa 7,2 kg e la circonferenza del suo braccio misura solo 11,3 cm: malnutrizione severa acuta.
Quante donne si trovano nelle stesse condizioni di Rosina? Di fronte a fragilità sociali e familiari, spesso mancano le risorse e viene meno un’adeguata formazione sulle corrette pratiche alimentari. È qui che diventa decisivo intercettare precocemente i segnali di rischio. È qui che una rete di servizi territoriali può fare la differenza.
Il nostro impegno: prevenire, accompagnare, curare
In Tanzania, come Cuamm siamo al fianco delle autorità sanitarie locali per rafforzare i servizi di salute materno-infantile e nutrizione. Attraverso il supporto ai centri di salute, la formazione del personale sanitario e le giornate dedicate alla salute e nutrizione comunitaria, ci impegniamo a promuovere controlli regolari della crescita, diffondere corrette pratiche di alimentazione infantile, individuare precocemente i casi di malnutrizione e garantire presa in carico e trattamento, soprattutto per i casi più gravi.
Storie come quella di Rosina ci ricordano che il “successo” non è un evento straordinario, ma un percorso: una mamma che comprende i segnali di allarme, un sistema sanitario che riesce a intercettare il bisogno, una comunità che non resta indifferente.
La malnutrizione si può prevenire e curare. Ma solo se nessuna madre viene lasciata sola davanti a scelte impossibili tra lavoro e salute della propria figlia.
Con il tuo sostegno, possiamo continuare a garantire screening nutrizionali, formazione e cure accessibili ai bambini e alle loro famiglie, perché crescere in salute non sia una questione di fortuna, ma un diritto.