Accanto ai più fragili in Africa contro lo stigma dell’epilessia
Presentato a Milano un nuovo progetto che vede la collaborazione tra Cuamm, Ospedale dei bambini “Vittore Buzzi” e Cittadinanza Onlus, insieme per la diagnosi e la cura dell’epilessia, a Wolisso, in Etiopia.
Milano 10/03/2026 – Si è svolta oggi a Milano, a Palazzo Marino la presentazione di un progetto che mette insieme competenza e solidarietà, con un approccio innovativo dedicato alle malattie neuropsichiatriche in Etiopia. L’intervento vede la collaborazione di Medici con l’Africa Cuamm, ong da 75 anni impegnata in Africa per la salute dei più fragili, l’Ospedale dei bambini “Vittore Buzzi” dell’ASST Fatebenefratelli Sacco e Cittadinanza Onlus, realtà impegnata in progetti di sostegno alle persone con disabilità. Tutti insieme uniti per superare lo stigma dell’epilessia e delle malattie mentali.
A dare il benvenuto, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, da tempo molto vicino al Cuamm e al suo impegno in Africa:
«Fare cose buone per un periodo breve e poi mollare, serve a poco. Le situazioni sono talmente difficili che ci vuole la volontà e la capacità di sapere che per i prossimi anni tu sei lì, ti dai da fare, coinvolgi le persone e chiami gli amici e questo, qui, si legge».
Tra le istituzioni non poteva mancare, Guido Bertolaso, Assessore al Welfare di Regione Lombardia, da sempre vicino al Cuamm e ai temi della Cooperazione internazionale:
«Bisogna rimanere a lungo in un posto perché ovviamente bisogna essere in grado di capire bene quelle che sono le abitudini, le tradizioni, gli usi, i costumi e bisogna appunto, come dice il vecchio proverbio, insegnare a pescare però bisogna rimanere per molto tempo in un posto e quando si prendono gli impegni, quando si fanno delle promesse, non si possono attendere in quel caso tempi lunghi prima di arrivare e dare sostegno».
A spiegare il progetto nel dettaglio, è stato Pierangelo Veggiotti, direttore della Scuola di Specializzazione in Neuropsichiatria infantile dell’Università degli Studi di Milano che ha precisato:
«Ringrazio Medici con l’Africa Cuamm, OBM, i colleghi dell’Ospedale Buzzi e Cittadinanza Onlus che hanno reso possibile questo progetto, che dimostra come la collaborazione tra istituzioni sanitarie, università e organizzazioni della società civile possa generare un impatto concreto anche nei contesti più fragili – ha detto –. Insieme abbiamo lavorato per migliorare la diagnosi dell’epilessia nei bambini, introducendo strumenti e competenze fondamentali per contrastare lo stigma che ancora accompagna le malattie neuropsichiatriche. Portare conoscenza, formazione e assistenza in contesti come quello di Wolisso significa offrire ai bambini e alle loro famiglie non solo cure migliori, ma anche maggiore dignità e inclusione».
E con lui, Angela Bosoni, Presidente OBM Onlus, che di fatto ha sostenuto la realizzazione del progetto:
«Questo progetto ci ha convinti perché non si limita a fornire strumentazioni necessarie alla clinica, ma costruisce un percorso integrato: professionisti qualificati avviano le attività sul posto, formano il personale locale e mantengono nel tempo un canale di supporto e consulenza. È un modello che crea un ponte tra realtà molto diverse, come un grande ospedale universitario e chi lavora sul campo in contesti difficili. La collaborazione con il Cuamm è stata decisiva per trasformare rapidamente un’idea in un progetto concreto e dimostra quanto sia importante lavorare insieme per generare un impatto duraturo».
Partner dell’intervento è Cittadinanza Onlus, realtà di Rimini molto attiva in Etiopia nell’ambito della disabilità. Il presidente Maurizio Focchi ha spiegato:
«La collaborazione di Cittadinanza con l’Ospedale St. Luke di Wolisso, in Etiopia, è iniziata nel 2018 insieme a Medici con l’Africa Cuamm, che ci ha coinvolto per rafforzare il lavoro dell’ambulatorio di salute mentale dell’ospedale. Fin dai primi anni di lavoro sul campo è emerso con grande evidenza un dato: il numero molto elevato di casi di epilessia, in particolare tra i bambini. Infatti circa l’80% delle persone con epilessia vive nei Paesi a basso e medio reddito, e solo il 10–25% dei pazienti riceve un trattamento adeguato. Grazie al coinvolgimento del Prof. Veggiotti, dell’Università Statale di Milano e della Fondazione OBM, possiamo oggi rafforzare le competenze diagnostiche dell’ospedale, introdurre strumenti fondamentali come l’elettroencefalogramma e costruire un sistema di collaborazione stabile tra l’Ospedale di Wolisso e specialisti italiani».
Lara Adami, è la giovane specializzanda in neuropsichiatria infantile presso l’Università degli Studi di Milano che ha trascorso 3 mesi a Wolisso, proprio per seguire da vicino il progetto e mettersi alla prova in un contesto a risorse limitate:
«Durante il mio periodo a Wolisso ho collaborato con gli operatori locali all’introduzione di un servizio di elettroencefalografia. Si tratta di un esame fondamentale nella diagnosi di epilessia e di altre patologie neurologiche: un esame comune e routinario in Italia, ma fino ad allora assente nella regione di Wolisso. Durante uno dei primi giorni in ospedale abbiamo effettuato l’esame a una bambina di 5 anni, portata dai genitori che da alcuni mesi avevano notato nel comportamento, delle alterazioni a cui non riuscivano a dare una spiegazione. Grazie all’EEG si è capito che si trattava, in realtà, di una crisi epilettica in atto da molto tempo. Non essendo una crisi epilettica “classica”, non convulsiva, sarebbe stato molto difficile riconoscerla senza questo esame».
Don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm, ringraziando tutte le persone intervenute e che hanno partecipato ha concluso:
«Il progetto nasce a Wolisso, in Etiopia, a tre ore da Addis Abeba, in un ospedale di 170 posti letto dove si registrano circa 4.000 parti l’anno. Nel 2024 abbiamo effettuato oltre 33mila visite specialistiche e quasi il 5% riguarda patologie mentali, spesso legate all’epilessia, soprattutto nei bambini. La sfida è arrivare a una diagnosi corretta: senza diagnosi questi bambini rischiano di essere esclusi e stigmatizzati, mentre con strumenti e formazione adeguati l’epilessia può essere curata. In un tempo in cui c’è chi parte per bombardare, c’è anche chi parte per costruire accanto ai più poveri: il bene si costruisce passo dopo passo e tante opere vicine possono cambiare in positivo il mondo che amiamo».
IL PROGETTO IN SINTESI
Il progetto, partito a novembre 2025, vede la collaborazione tra Medici con l’Africa Cuamm, l’ospedale dei bambini “Vittore Buzzi” e Cittadinanza Onlus e interessa il distretto rurale di Wolisso, nella regione Oromia, a circa 110 km a sud-ovest di Addis Abeba. Qui il Cuamm sostiene ed opera nell’ospedale San Luca di Wolisso, principale punto di riferimento per una popolazione di 1.200.000 persone. Con i suoi 163 posti letto, il San Luca garantisce un’ampia gamma di servizi specialistici e registra ogni anno oltre 4.000 parti assistiti e circa 33.000 visite specialistiche. È attivo un ambulatorio di salute mentale che effettua circa 4.000 visite all’anno a oltre 2.000 pazienti. Circa il 30% dei pazienti seguiti è affetto da epilessia e una quota significativa è rappresentata da bambini.
Negli ultimi anni, sono stati rafforzati i servizi di psichiatria e fisioterapia, con un focus specifico su disabilità, salute mentale ed epilessia. Mentre nelle aree più periferiche e lontane dall’ospedale, la partnership con l’associazione locale Vision Community Based Rehabilitation Association (VCBRA) aiuta a identificare i bambini con disabilità e ad affiancare le famiglie. In questo contesto, si inserisce la collaborazione con l’Ospedale Buzzi (Unità Operativa Complessa di Neurologia Pediatrica) e l’Università di Milano (Scuola di Specialità in Neuropsichiatria Infantile) che ha dotato l’ospedale San Luca di due elettroencefalografi (EEG) e ha offerto al personale sanitario locale una formazione specifica per effettuare registrazioni EEG.
Il San Luca non dispone di medici neurologi è, quindi, stato attivato un sistema di tele-refertazione tra Wolisso e Milano che permette di fare diagnosi a distanza e di mettere a disposizione le competenze e le tecniche di specialisti italiani. Infine, alcuni specializzandi in Neuropsichiatria Infantile del Buzzi hanno trascorsi dei mesi a Wolisso contribuendo a migliorare l’inquadramento diagnostico dei bambini con epilessia e di altri bambini con, o a rischio, di sviluppare patologie neurologiche e del neuro-sviluppo.
MEDICI CON L’AFRICA CUAMM
Nata nel 1950, Medici con l’Africa Cuamm è la prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Realizza progetti a lungo termine in un’ottica di sviluppo, intervenendo con questo approccio anche in situazioni di emergenza, per garantire servizi di qualità accessibili a tutti. Oggi Medici con l’Africa Cuamm è impegnato in 9 paesi dell’Africa sub-Sahariana (Angola, Costa d’Avorio, Etiopia, Mozambico, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania, Uganda) con oltre 3.400 operatori sul campo, di cui 247 italiani. Appoggia 21 ospedali e 124 distretti (per attività di sanità pubblica, assistenza materno-infantile, lotta e prevenzione all’Hiv/Aids, alla tubercolosi e alla malaria) 4 scuole per infermieri e ostetriche e una università (in Mozambico).