Un passo avanti per la salute delle donne in Tanzania
Al via ad Iringa il progetto MACORESI per migliorare la salute materna e riproduttiva attraverso la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle complicanze ostetriche.
In Tanzania, le complicanze ostetriche durante la gravidanza e il parto sono tra le principali cause di mortalità materna, specialmente nelle aree rurali. La fistola ostetrica, in particolare la fistola vescico-vaginale, è una condizione grave e spesso trascurata, causata principalmente da un travaglio prolungato e ostruito senza accesso tempestivo alle cure ostetriche di emergenza. Proprio con l’obiettivo di migliorare la salute materna e riproduttiva attraverso la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle complicanze ostetriche, in particolare della fistola vescico-vaginale, ieri a Iringa è stato ufficialmente avviato il progetto MACORESI – “Maternità consapevole, responsabile e sicura come deterrente della fistola ostetrica ”. Finanziato dalla Cooperazione italiana, il progetto interessa i distretti di Kilolo, Mufindi e Iringa DC. Guidato dall’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” in partnership con Medici con l’Africa Cuamm, l’Ospedale Regionale di Tosamaganga, l’Associazione dei Chirurghi per la Fistola Ostetrica della Tanzania (AOSFT), l’associazione Iringa Development of Youth Disabled and Children Care e la Muhimbili University of Health and Allied Sciences (MUHAS).
All’evento di lancio hanno partecipato le autorità regionali e distrettuali, i rappresentanti ospedalieri, i principali stakeholder e il rappresentante dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) in Tanzania.
«Che la giornata di oggi segni l’inizio di un percorso per ridurre le complicazioni ostetriche evitabili, rafforzare i servizi e restituire dignità alle donne che ne hanno più bisogno. Lavoriamo insieme affinché ogni gravidanza sia sicura, ogni parto sia assistito con cure di qualità e nessuna donna venga lasciata indietro», ha dichiarato Paolo Razzini, rappresentante AICS in Tanzania.
Un impegno su tre livelli
Attraverso questo progetto triennale, si agisce su tre fronti: clinico, comunitario e istituzionale. Al miglioramento dei servizi, per renderli più personalizzati e incentrati sulla donna, si affianca anche il rafforzamento delle conoscenze e competenze sulla salute sessuale e riproduttiva, così come il miglioramento della cooperazione e del coordinamento tra attori coinvolti. L’impegno si focalizzerà anche, grazie agli operatori di comunità, sul contrasto delle barriere socio-culturali e sulla riduzione dello stigma legato alle condizioni femminili. Si mira perciò a rafforzare le cure ostetriche e migliorare la salute e il benessere complessivo delle donne, affinché il diritto alla salute non sia solo un ideale, ma una realtà quotidiana.
«La salute è un diritto di ogni donna», ha affermato il Regional Medical Officer. «Grazie a questo progetto, metteremo gli operatori sanitari di comunità al centro della nostra strategia per prevenire, individuare e, infine, eliminare la fistola ostetrica in Tanzania».
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