Medici con l'Africa Cuamm

la salute è un diritto,
battersi per il suo rispetto
è un dovere
DONA ORA Il tuo aiuto può fare la differenza

Imparare a nutrire

La storia di tre gemelli e di un percorso che unisce cure ospedaliere ed educazione nutrizionale

Condividi con i tuoi amici:

    Ha dodici figli, Pili Mtundu. Con il marito e i bambini vive nel villaggio di Mlodaa, nel distretto di Chamwino, in Tanzania. Una casa semplice, di appena due stanze, ospita l’intero nucleo familiare. La vita quotidiana ruota attorno all’agricoltura, che garantisce il sostentamento della famiglia. Entrambi i genitori si prendono cura con dedizione dei loro figli e possono contare sul supporto della comunità e dei leader locali.

    Qualcosa si incrina, però, quando nascono gli ultimi tre gemelli. Bahati, Shukrani e Baraka vengono al mondo alla 36ª settimana di gravidanza, con un peso molto basso — 1,5 kg, 1,5 kg e 2 kg. Pili li allatta al seno e introduce progressivamente un’alimentazione complementare basata soprattutto su porridge di cereali. Ma a 15 mesi, le condizioni dei tre piccoli peggiorano rapidamente. Ricoverati all’ospedale distrettuale di Chamwino, il personale sanitario diagnostica un grave stato di malnutrizione acuta, accompagnata da diarrea e vomito. Per 14 giorni, i gemelli vengono presi in carico dal Centro di Trattamento Intensivo (CTI).

    A determinare questa situazione non è stata l’assenza di cibo. Forme acute di malnutrizione, infatti, non sono sempre legate all’estrema povertà, ma spesso a una mancata consapevolezza su quali nutrienti siano fondamentali per una crescita sana nei primi anni di vita. Nel caso della famiglia Mtundu, la dieta quotidiana si basa quasi esclusivamente su ciò che viene prodotto nei campi: cereali e frutta a guscio, con una scarsa diversità alimentare.

    Per Bahati, Shukrani e Baraka, però, il percorso di cura non si ferma alla fase più critica. Dopo le dimissioni dal CTI, i bambini proseguono il trattamento in regime ambulatoriale, con controlli settimanali. Parallelamente, prende forma un lavoro altrettanto decisivo: l’educazione nutrizionale della famiglia. Attraverso visite domiciliari e il confronto costante con il personale sanitario, Pili e il marito ricevono indicazioni su alimentazione infantile, igiene, utilizzo dell’acqua e prevenzione delle infezioni. Non solo cosa mangiare, ma come e quando farlo, soprattutto nei primi anni di vita. Un’iniziativa resa possibile dal progetto “Diverse Food System: Miglioramento della nutrizione col supporto a un sistema alimentare diversificato e sostenibile”, sostenuto dalla Cooperazione Italiana e da Fondazione Zanetti.

    Grazie alla continuità delle cure e a un cambiamento delle pratiche quotidiane, Bahati, Shukrani e Baraka sono guariti e posso crescere sereni con la famiglia. La loro storia racconta la centralità della prevenzione e l’educazione nutrizionale come parte integrante della salute infantile.

    Argomenti: Luoghi: