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Un nuovo capitolo per la salute materno-infantile in Oyam e Otuke, in Uganda

Al via nei distretti di Oyam e Otuke in Uganda, l’iniziativa per ridurre la mortalità neonatale, perinatale e dei bambini sotto i 5 anni.

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    In un passo significativo verso il rafforzamento dell’assistenza sanitaria per i più vulnerabili, Medici con l’Africa Cuamm, in partnership con African Network for Change e in collaborazione con la “la Caixa” Foundation, ha ufficialmente lanciato un’iniziativa trasformativa di due anni nella sub-regione di Lango, in Uganda, in particolare nei distretti di Oyam e Otuke.

    Il progetto fissa un obiettivo primario ambizioso ma vitale: ridurre la mortalità neonatale, perinatale e dei bambini sotto i 5 anni del 15% nei due distretti entro il dicembre 2027. Integrando l’eccellenza clinica con interventi a livello comunitario, la collaborazione mira a garantire che nessuna madre o bambino venga trascurato a causa della distanza dalle strutture sanitarie di riferimento o della mancanza di risorse.

    L’incontro di avvio, tenutosi per presentare formalmente il progetto agli stakeholder, è stato definito da uno spirito di responsabilità condivisa. Obizu Moses, Responsabile Cuamm nel Paese per il monitoraggio e la valutazione dei progetti, ha sottolineato che il successo dipende da un fronte unito di tutti gli attori coinvolti.

    “Il nostro scopo oggi è garantire una comprensione condivisa dei nostri obiettivi. Siamo qui per rafforzare il coordinamento tra la leadership distrettuale e le squadre sanitarie. Solo attraverso una vera collaborazione possiamo migliorare la sopravvivenza infantile, la nutrizione e i servizi HIV all’interno di queste comunità”, ha dichiarato Moses.

    La strategia del progetto si basa su quattro pilastri progettati per migliorare sia la qualità delle cure che la leadership necessaria per sostenerle:

    • Cure antenatali e postnatali: aumentare l’utilizzo dei servizi del 10% attraverso il supporto delle Peer Mothers, mamme che aiutano altre mamme, e dei Village Health Teams (VHT), gli operatori di salute comunitaria.
    • Eccellenza neonatale: migliorare la qualità delle cure per i neonati del 20% potenziando i servizi di emergenza ostetrica e neonatale con attrezzature essenziali, medicinali e “trasportatori neonatali”.
    • Sopravvivenza infantile: rintracciare i bambini “a dose zero” e seguire chi ha interrotto il ciclo vaccinale utilizzando l’approccio “Reach Every Child” (REC).
    • Responsabilità e Leadership: migliorare la qualità dei dati (HMIS/DHIS2) e rafforzare i sistemi di riferimento per le emergenze, inclusa la funzionalità delle ambulanze.

    Per distretti come Otuke, classificati come zone difficili da raggiungere, il progetto rappresenta una vera ancora di salvezza.

    “Otuke affronta molti ostacoli essendo un’area remota, il che rende difficile l’erogazione dei servizi sanitari”, ha spiegato Opio Patrick, Responsabile Sanitario Distrettuale (DHO) di Otuke, evidenziando le sfide uniche che le sue squadre affrontano quotidianamente. “Ci sentiamo fortunati ad avere il supporto continuo del Cuamm, in particolare nel migliorare i parti assistiti presso le strutture e nella manutenzione delle ambulanze donate dal Ministero della Salute. È un grande privilegio essere stati selezionati per questo progetto“.

    Il Dott. Peter Lochoro, rappresentante Paese del Cuamm, ha presentato la Fondazione “la Caixa” agli stakeholder, sottolineando la solidarietà internazionale dietro il finanziamento: “Operiamo in diversi distretti dell’Uganda per rafforzare i sistemi sanitari dalle radici“, ha osservato il Dott. Lochoro. “Incoraggio ogni leader e operatore sanitario qui presente a lavorare con diligenza. Abbiamo una finestra di due anni per ottenere risultati significativi e misurabili per queste famiglie”.

    Un tema ricorrente del lancio è stato garantire la sostenibilità: far sì che i progressi compiuti durante il progetto sopravvivano a lungo, anche dopo la conclusione dei finanziamenti.

    “Il finanziamento di un progetto non risolve solo le sfide immediate; mette in luce pratiche che dobbiamo mantenere per sempre”, ha osservato Ebong Chris, rappresentante del Ministero della Salute, sfidando i leader distrettuali a guardare al progetto come a un catalizzatore per lo sviluppo a lungo termine. “La gestione efficace dei dati e i sistemi introdotti ora devono diventare parte del nostro sistema sanitario ordinario”.

    Ha inoltre affrontato la questione critica delle risorse umane, esortando i distretti a rimanere vigili nel colmare le carenze di personale. “Quando gli operatori sanitari se ne vanno, creano vuoti nella fornitura dei servizi. Dobbiamo assicurarci che questi ruoli vengano sostituiti tempestivamente affinché l’impatto del monitoraggio e del supporto del Cuamm lasci un’eredità duratura”.

    Attraverso attività nelle scuole, mobilitazione comunitaria e fornitura di attrezzature specializzate per i neonati malati, questo intervento non mira solo a fornire assistenza, ma a costruire una rete sanitaria resiliente. Mentre le attività passano dalla pianificazione all’attuazione, l’obiettivo rimane chiaro: salvare vite umane, un parto e un villaggio alla volta.