Maternità sicura in Etiopia: Risultati che parlano di vita
Passi avanti decisivi per la salute di mamme e bambini a Wolisso in Etiopia grazie al progetto “Maternità sicura”.
In Etiopia, nel cuore della regione del South-West Shoa, si continuano a fare passi avanti decisivi per la salute di mamme e bambini. Il progetto “Maternità sicura: sostegno all’assistenza materna e neonatale” è nato con un obiettivo chiaro: trasformare l’attesa del parto in un momento di gioia e sicurezza, riducendo le barriere che troppo spesso mettono a rischio le vite più fragili. Grazie alla preziosa collaborazione tra Medici con l’Africa Cuamm, Polish Medical Mission e il Ministero degli Esteri polacco, sono stati potenziati i servizi di ostetricia e neonatologia dell’Ospedale cattolico St. Luke di Wolisso e dei centri sanitari rurali circostanti.
Una sala parto rinnovata per la gestione delle emergenze
Il cuore pulsante dell’intervento è stata la ristrutturazione completa della sala parto e del reparto maternità del St. Luke Hospital, che ha reso questi spazi molto più funzionali e anche esteticamente belli. La realizzazione di un nuovo corridoio di collegamento diretto tra la maternità e la sala operatoria rappresenta oggi un ponte salvavita, permettendo il trasferimento immediato delle pazienti per cesarei d’urgenza e abbattendo i tempi critici d’intervento. «L’inaugurazione del reparto maternità completamente ristrutturato è stata una pietra miliare decisiva, un importante passo avanti per garantire servizi al parto più sicuri, di qualità superiore e più dignitosi. La ristrutturazione ha introdotto spazi clinici modernizzati e ha rafforzato, tra le altre cose, gli standard di prevenzione e controllo delle infezioni», afferma Henock Adugna, project manager di CUAMM.Questo rinnovo, unito all’acquisto di nuovi tavoli operatori, lampade scialitiche e monitor fetali, ha confermato l’ospedale come centro di riferimento capace di gestire con dignità e standard igienici adeguati gli oltre 3.500 parti annuali.«Il nuovo reparto offre ora un ambiente più sicuro, efficiente e rispettoso per le madri e i neonati, migliorando al contempo le condizioni di lavoro per gli operatori sanitari. Oltre ai miglioramenti immediati del servizio, questo intervento rappresenta un investimento sostenibile nella salute materna, contribuendo direttamente a risultati migliori e rafforzando la fiducia della comunità nei servizi di parto presso le strutture sanitarie», aggiunge Henock.
L’impatto del progetto si misura soprattutto nei pazienti assistiti che tornano a casa. Grazie al potenziamento della Terapia Intensiva Neonatale (NICU), 600 neonati in condizioni critiche hanno ricevuto cure salvavita, permettendo di raggiungere un tasso di mortalità neonatale compreso tra il 3,6% e il 4%, un dato straordinario se confrontato con le medie nazionali. Non ci si è fermati ai primi giorni di vita: l’intervento ha garantito il trattamento per 200 bambini affetti da malnutrizione acuta grave, registrando un tasso di guarigione dell’89%, restituendo speranza e futuro a una generazione vulnerabile.
Oltre l’ospedale: energia e prevenzione sul territorio
Consapevoli che non può esserci assistenza senza risorse di base, un’attenzione particolare è stata dedicata all’energia pulita attraverso l’installazione e la riparazione di sistemi a pannelli solari in quattro centri sanitari rurali, assicurando la continuità di elettricità e acqua per le sale parto periferiche. Parallelamente, ci si è impegnati per abbattere le barriere economiche che impediscono l’accesso alle cure: l’attività di sensibilizzazione ha portato oltre 14.800 residenti ad aderire all’assicurazione sanitaria comunitaria (CBHI), garantendo una protezione sociale duratura a migliaia di famiglie.
Il cambiamento diventa sostenibile solo attraverso le persone. Per questo, la formazione specialistica del personale sanitario è stata una priorità assoluta, portando a un incremento del 45% nelle competenze cliniche per la gestione delle complicazioni del parto. Infine, per assicurare che nessuna emergenza rimanesse isolata, il supporto alla manutenzione delle ambulanze ha reso possibile il trasferimento sicuro di 633 pazienti critici, di cui la metà donne incinte con complicazioni. Ogni chilometro percorso da queste ambulanze e ogni ora di formazione dedicata ai medici rappresentano un investimento sul futuro dell’Etiopia, dove nascere non deve più essere un rischio, ma un diritto garantito alla vita.