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Torino 12-01-2026 Una serata Cuamm di testimonianze e informazioni.
Il 12 gennaio 2026, nella sede del locale torinese Green Tips, in via Ventimiglia 195, il Cuamm Piemonte ha organizzato una serata rivolta a studenti e specializzandi delle professioni sanitarie interessati a conoscere le attività di Medici con l’Africa nell’ottica di una possibile collaborazione nei progetti di cooperazione sanitaria. L’incontro ha visto la partecipazione di una cinquantina di giovani.
Dopo un aperitivo di ottima qualità, Rebecca Moschini, attivatrice e volontaria Cuamm, ha presentato brevemente l’ONG Cuamm e a seguire, Carolina Teston, giovane specializzanda in ginecologia recentemente rientrata da un’esperienza come JPO (Junior Project Officer) in Sierra Leone, ha raccontato il contesto in cui ha lavorato, la grande fragilità del sistema sanitario in cui si è trovata ad operare e le migliorie apportate, coinvolgendo il pubblico attraverso la proiezione di sue fotografie.
Analogamente lo specializzando in pediatria Fabrizio Dacquino, anch’egli rientrato da una precedente esperienza come JPO in Sierra Leone, e l’infermiera Maria Corina Virtuoso, che nel medesimo contesto ha svolto il suo servizio civile, hanno condiviso la loro esperienza con grande empatia.
Tutti e tre non hanno nascosto le difficoltà quotidiane dovute alle gravissime carenze del sistema sanitario, che alle nostre latitudini appaiono incredibili (fra tutte, l’assenza di laboratorio analisi e di radiologia nell’ospedale di Pujehun), ma hanno anche illustrato i passi avanti determinati dalla presenza del Cuamm: sono stati ampliati, razionalizzati e risanati alcuni locali, è stato dato grande impulso alla formazione del personale ed è stata implementata l’assistenza nei centri di salute periferici, in particolare per le mamme e ai bambini, con l’obiettivo di ridurre le complicanze che possono condurre alla morte materna durante il parto e di affrontare le patologie dei primi anni di vita, per le quali il trattamento precoce è fondamentale.
Sono state inoltre illustrate le difficoltà che la popolazione incontra nell’accesso alle cure, dovute sia a fattori geografici – come i corsi d’acqua che, nei lunghi periodi di pioggia rendono impossibili gli spostamenti – sia alla scarsità di personale qualificato nei centri periferici e alle barriere culturali e linguistiche, per citarne solo alcune.
Tutti e tre hanno comunque sottolineato la ricchezza della loro esperienza, nonostante le importanti difficoltà affrontate quotidianamente in un contesto di lavoro molto diverso da quello europeo, ed hanno espresso il desiderio di ritornarci.
Il pubblico, molto attento, ha manifestato il proprio interesse con numerose domande e, al termine dell’incontro, il dialogo è proseguito anche con gli altri volontari presenti, in particolare con Beatrice Rua, neolaureata ostetrica componente del gruppo giovani del CUAMM Piemonte che supporta attivamente l’associazione con passione, solarità e competenza.
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