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Oggi, 30 gennaio, è la Giornata mondiale delle malattie tropicali neglette. «Oltre un miliardo di persone nel mondo ne sono affette», racconta Sara, specializzanda in malattie infettive, attualmente Jpo in Uganda. Sono patologie legate a condizioni di vita fragili, alla mancanza di prevenzione, a sistemi sanitari che faticano a raggiungere le aree più remote. «Vivere questa giornata da qui le dà un significato ancora più di forte».
In Karamoja, nel nord-est dell’Uganda, Sara le incontra ogni giorno all’ospedale di Matany. «Qui l’enorme dimensione del problema è lampante», racconta. A volte basterebbero misure semplici – come un paio di scarpe – per prevenire infezioni che possono portare a disabilità permanenti. Altre volte la sfida è gestire casi complessi, come una leishmaniosi viscerale, con diagnosi difficili e ricoveri lunghi.
«Mi ricordo ogni faccia, ogni nome», dice Sara. Alice, che voleva interrompere le cure troppo presto. Anjelina, dimessa dopo settimane di trattamento, che ora torna in reparto a salutare e ringraziare.
Tra le tante difficoltà, fondamentale è il lavoro fatto fianco a fianco con lo staff locale. «È uno scambio continuo, in cui si condivide competenza e si impara ogni giorno».
Parlare oggi di queste malattie significa portare avanti la sfida di garantire cure di qualità fino all’ultimo miglio. Sostieni la ricerca operativa sul campo e il nostro lavoro al fianco delle popolazioni più vulnerabili.
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