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Il 2025 è stato un anno di guerra. Ma accanto alle brutte notizie, come Cuamm non abbiamo smesso di fare ciò che da 75 anni ci motiva: garantire l’accesso alle cure a chi vive nei luoghi più remoti e fragili dell’Africa. Abbiamo voluto continuare a costruire, a curare e a formare personale sanitario locale.
La pace che conosciamo passa da qui: dall’impegno, dalla continuità, dalla responsabilità condivisa. Come ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, all’Annual Meeting: “Tutti sono chiamati a costruire pace, amicizia e collaborazione”. Senza darsi l’alibi di essere troppo piccoli per cambiare il mondo.
È questo il seme che portiamo con noi nel 2026, insieme a chi continua a credere che la salute sia un diritto, anche – e soprattutto – nei contesti più difficili.
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