Terra rossa
In Uganda da un anno e mezzo, Enrico Tagliaferri, giovane medico internista impegnato in progetto di supporto al sistema sanitario del distretto di Nebbi, ci racconta la sua Africa.
Nebbi, Uganda, 2006
Chi passa per Nebbi, percorrendo la strada asfaltata che collega il West Nile con la capitale, supera una rotatoria e scorre tra due file di negozi: un distributore di benzina, alcuni empori, ristoranti, un rivenditore di telefoni cellulari, un internet cafe’. Alcuni venditori ambulanti aspettano l’arrivo della corriera con la loro mercanzia: banane, Kassawa arrostita, uova sode, bibite. Forse chi passa per Nebbi partendo da Arua, il capoluogo della regione, o da Kampala, in senso inverso, non rimane molto impressionato da questa piccola cittadina di periferia; eppure, vista con gli occhi di chi abita in un villaggio, questa, che e’ il capoluogo del distretto, e’ la citta’ per eccellenza, la citta’ prima, la citta’. A Nebbi si viene per le riunioni piu’ importanti, per riscuotere il salario all’unica banca del distretto, per sbrigare formalita’ negli uffici amministrativi o per assistere alla finale del campionato locale di calcio. Chi vede Nebbi dopo tanti anni di assenza si stupisce della strada asfaltata, e di tutti gli altri segni di modernita’. Ma fuori della citta’, dove vive la grandissima maggioranza degli abitanti, la realta’ non sembra cambiata molto. Quasi tutti continuano ad abitare piccole capanne dal tetto di paglia, coltivare il loro piccolo campo e vivere con i loro animali. Il distretto di Nebbi ha in se' molti paesaggi diversi. La zona piu' vicina al Nilo, la contea di Jonam, e' piana e priva di grandi alberi, coperta per lo piu' di vegetazione bassa, tanto che dalle rare colline si vede il grande fiume anche da molto lontano. E' la zona piu' calda e umida, molto calda, molto umida. Niente banane, ma cotone e kassawa, il tubero con cui qui fanno la polenta, mescolandoci un po' di sorgo o di miglio, un pappone marroncino e appicicoso. Man mano che ci si allontana dal Nilo e si va verso il confine con il Congo, ad ovest, si sale. La vegetazione e' piu' ricca ed alta; si trova anche qualche piccola foresta, residuo del disboscamento perpetrato pochi anni fa per vendere il legname di qualita'. Si trovano molte banane, manghi, avocado, mais, verdura, persino piccole mele striminzite con cui fare delle torte apprezzabili. Piove molto di piu'. Ovunque terra rossa, il marrum, la sabbia che pavimenta tutte le strade, a parte l'unica strada asfaltata che percorre il distretto, sabbia che si scioglie con la pioggia e diventa fango dove la macchina si ferma e i vestiti si macchiano. Quando a Paidha e' giorno di mercato si forma una lunga processione di donne a piedi con grossi pacchi sulla testa e bambini sulla schiena e uomini che spingono biciclette cariche. Tutti i giorni, sulla strada, uomini, donne, bambini seminudi, capre e mucche, tutti a camminare sotto il sole, su questa terra rossa.
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