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Presentazione delle iniziative per i sessant'anni di Medici con l'Africa Cuamm
Giovedì 23 Settembre 2010 01:00

Sessant’anni fa, il 3 dicembre del 1950 a Padova, nasceva il Collegio Universitario Aspiranti Medici Missionari. Oggi il Cuamm, che ha assunto la
nuova denominazione di “Medici con l’Africa Cuamm”, è la prima ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana
per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane.

Il sessantesimo dalla fondazione sarà ricordato a Padova il prossimo 3 dicembre, con il taglio pragmatico e concreto che è proprio di chi quotidianamente si misura con problemi di sopravvivenza, in territori complessi come quelli in cui operano i medici Cuamm. Sessant’anni sul campo, sessant’anni di fatti e non di parole. Le uniche usate sono state quelle per avvicinarsi alla gente, aiutarla quando la quotidianità si fa dramma. Mai per autocelebrarsi.

Nemmeno nel momento ufficiale della “celebrazione”, termine che a Medici con l’Africa Cuamm non piace granché, dei 60 anni della nostra attività.
Limitato all’essenziale, quindi, il momento celebrativo, ampio invece il programma di azioni destinate a far sempre più conoscere la realtà di Medici con l’Africa Cuamm.

La parte ufficiale sarà concentrata in una cerimonia ospitata dal palazzo del Bo, sede dell’antico Ateneo di Padova. Qui, il Magnifico Rettore conferirà la Laurea Honoris Causa in Diritti Umani a Mons. Luigi Mazzucato, alla direzione dell’organismo dal 1955 al 2008, “anima e sintesi di una grande storia di cooperazione sanitaria e di impegno a favore dell’Africa”. Il Capo dello Stato, invitato, ha dichiarato il suo interesse a parteciparvi.

Subito dopo, presenti autorità italiane, internazionali e soprattutto africane, si passerà alla parte operativa con un incontro sui temi della cooperazione sanitaria in Africa come sfida per lo sviluppo.

Nel pomeriggio, inaugurazione della mostra “NeraMadre” “firmata” da Aldo Cibic ed Enrico Bossan, cardine del progetto di condivisione degli obiettivi e delle esperienze che è al centro del sessantesimo. La mostra sarà affiancata dalla diffusione di un video prodotto dal Segretariato Sociale Rai e di altri, selezionatissimi strumenti editoriali e di comunicazione, per ripercorrere questi sessant’anni di lavoro là dove gli sforzi dei volontari si sono concentrati.

Ma il sessantesimo sarà soprattutto occasione per porsi, e porre a tutti, un ulteriore traguardo ambizioso, un nuovo impegno di Medici con l’Africa Cuamm. L’obiettivo che ci poniamo è alto: arrestare un genocidio. Dare letteralmente la vita ai troppi bambini che di vita non potranno averne alcuna, nemmeno brevissima, e alle loro mamme.

Sono 4,5 milioni i bambini sotto i 5 anni e 265.000 le madri che muoiono ogni anno in Africa. Sono i numeri di uno sterminio di massa. Eppure gran
parte di queste morti sono legate alla gravidanza e al parto e potrebbero essere evitate. È ciò che si propone, per i suoi sessant’anni Medici con l’Africa Cuamm, con l’aiuto di chi crede che, anche in Africa, le cose possano cambiare. A questo progetto, concreto e misurabile com’è nella sua tradizione, Medici con l’africa Cuamm dedica una grande campagna.

Sarà lanciata nella giornata del Sessantesimo e impegnerà i volontari dell’associazione in tutta Italia. «Vogliamo – ribadisce il direttore don dante Carraro – che il nostro impegno sia conosciuto da quanti credono, come noi, che sia importante non solo dare aiuti immediati, ma anche creare le condizioni per un cambiamento. Ed è ciò che distingue la nostra azione “con l’Africa”»

Medici con l’Africa Cuamm è oggi presente in Angola, Etiopia, Kenya, Mozambico, Sud Sudan, Tanzania, Uganda. Nei Paesi dove lavora, Medici con l’Africa Cuamm realizza progetti a lungo termine in un’ottica di sviluppo, intervenendo con questo approccio anche in situazioni di emergenza, per garantire servizi di qualità accessibili a tutti. In questa ottica si impegna nella formazione in Italia e in Africa delle risorse umane dedicate, nella ricerca e divulgazione scientifica in ambito tecnico di cooperazione sanitaria, nell’affermazione del diritto umano fondamentale alla salute per tutti, anche dei gruppi più marginali, diffondendo nelle istituzioni e nell’opinione pubblica i valori della solidarietà e della cooperazione tra i popoli, della giustizia e della pace.
47 medici, 4 paramedici, 29 tecnici e amministrativi di Medici con l’africa Cuamm stanno lavorando su 37 progetti di cooperazione principali e un
centinaio di micro-realizzazioni di supporto. Medici con l’Africa Cuamm opera in 15 ospedali, 25 distretti (per attività di sanità pubblica, assistenza
materno-infantile, lotta all’Aids, tubercolosi e malaria, formazione), 3 centri di riabilitazione motoria, 4 scuole infermieri, 3 università (in Uganda,
Mozambico ed Etiopia).

Un impegno reso possibile dall’aiuto di tutti, con la convinzione che solo la continuità del lavoro sul campo cambi effettivamente le cose, anche esoprattutto in Africa.

La conferenza stampa di presentazione delle iniziative per i sessant'anni di Medici con l'Africa Cuamm si è tenuta giovedì 23 settembre 2010, alle ore 11.00 a Padova, presso il Collegio Sacro, Palazzo Vescovile (ingresso da Piazza Duomo).

Cartella stampa:

>Invito >Iniziative per i 60 anni
>Partners >Con un obiettivo concreto
>Perchè celebrare un anniversario >Iniziative editoriali e multimediali
>NeraMadre, la mostra >La giornata del Sessantesimo
>Il nuovo sito >Medici con l'Africa, oggi
>Medici con l'Africa, storia

Per informazioni:

Ufficio Stampa Medici con l'Africa Cuamm
Linda Previato – cell 340.6920505 – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Sessant'anni fa, il 3 dicembre del 1950 a Padova nasceva il Collegio Universitario Aspiranti Medici Missionari. Oggi il Cuamm, che ha assunto la nuova denominazione di "Medici con l'Africa Cuamm",
 
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